Monte Saccarello e Redentore

Chi come me ama la montagna non può fare a meno di fare un’escursione sul monte più alto della Liguria: il Monte Saccarello!

Il Cristo Redentore e il Monte Saccarello
Il Cristo Redentore e il Monte Saccarello

La mia escursione inizia dalla stazione sciistica di Monesi (frazione di Triora), situata a 55 chilometri da Imperia e a 1400 metri di quota. Dopo aver parcheggiato l’auto mi sono incamminato sulla strada che attraversa le piste da sci fino al raggiungimento di un bivio caratterizzato da una casupola di legno.

Svoltando a destra permette di raggiungere la strada militare che raggiunge Limone se invece, come ho fatto io, si svolta a sinistra la strada porta al Saccarello.

salendo lungo la strada del Monte Saccarello
salendo lungo la strada del Monte Saccarello

Percorrendo, alcune volte tagliando, la serie di tornanti guadagno quota e man mano mi avvicino alla meta. Sbagliare strada è praticamente impossibile avendo come punto fisso di riferimento l’imponente Statua del Cristo Redentore posta sull’anticima del Saccarello.

ancora pochi passi e arrivo sotto la statua del Redentore
ancora pochi passi e arrivo sotto la statua del Redentore
Stele della Fraternità Montanara, monte Saccarello
Stele della Fraternità Montanara, monte Saccarello

Dopo circa un paio di ore di marcia eccomi  giungere a quota 2164 mt. ai piedi della monumento! Si tratta di una statua in ghisa dorata, alta 5,7 metri, posta su un piedistallo in pietra alto a sua volta 8,4 metri.  Costruita a Parigi in due pezzi del peso complessivo di quattro tonnellate, fu trasportata in treno ad Ormea e poi da un carrettiere fino sul Saccarello, dove giunse il 10 settembre 1901 e posizionata su uno strapiombo che domina la Valle Argentina. Ai piedi dell’abisso sorge Verdeggia e poco più avanti Realdo, due frazioni di Triora.

Una curiosità: il monumento venne restaurato nel 1980 a cura del Comitato Pro Saccarello, dopo il rocambolesco ritrovamento di una mano, staccata da un fulmine è finita chissà come a molti chilometri di distanza in quel di Santo Stefano Belbo, nelle Langhe!

Dopo aver scattato alcune foto mi sono recato sulla vetta del Monte Saccarello dove è collocata una stele indicante la quota 2201 mt. Su questa stele sono state collocate  tre targhe che ricordano i giovani recentemente scomparsi in missione di pace: i caporali Valerio Campagna, Tiziano Chierotti e il primo caporal maggiore Giorgio Langella.

La stele del Monte Saccarello con le tre targhe che ricordano i giovani recentemente scomparsi in missione di pace, come i caporali Valerio Campagna, Tiziano Chierotti e il primo caporal maggiore Giorgio Langella
La stele del Monte Saccarello con le tre targhe che ricordano i giovani recentemente scomparsi in missione di pace, i caporali Valerio Campagna, Tiziano Chierotti e il primo caporal maggiore Giorgio Langella

Grazie alla bella giornata ho potuto ammirare e fotografare il panorama a 360° che da questo punto di osservazione si può godere.

 

 

L’ultima tappa, prima di riprendere la via del ritorno, è una visita a ciò che rimane di una batteria di cannoni. Venne realizzata intorno al 1900 e armata con quattro cannoni da 15 G.R.C./ Ret. (da 149 mm. In ghisa, rigato, cerchiato a retrocarica), destinata a controllare i valloni che risalivano da Briga e i diversi colli tra il Monte Bertrand e Collardente. I quattro pezzi erano posizionati su altrettanti paioli, dietro un parapetto, su affusto a cassa da posizione (con campo di tiro di circa 150°) ed erano suddivisi in due sezioni. Poco dietro alle barbette si trovavano la riservetta in caverna e il ricovero uomini ricavato anch’esso scavato nella roccia, al fine di porre al riparo da eventuali colpi nemici. All’interno della polveriera una piccola casetta di legno proteggeva le polveri dall’umidità.

 

 

 

 

Il balcone della casermetta con vista sul Cristo Redentore
Il balcone della casermetta con vista sul Cristo Redentore

Dopo aver pranzato nel silenzio più assoluto mi sono rimesso in marcia e in un’ora e mezza sono tornato a Monesi

 

 

 

 

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